--- DOTTOR ALBERTO BONFIGLIO ---

Specialista in Ortopedia e Traumatologia


 VISITE ORTOPEDICHE

ESAMI ELETTROMIOGRAFICI


  • • Chirurgia Protesica
  • • Chirurgia Artroscopica
  • • Chirurgia della Mano e del Piede

Rizoartrosi

Inquadramento ed epidemiologia

  • Costituisce il 10% di tutte le localizzazioni artrosiche
  • Colpisce prevalentemente le donne tra i 50 ed i 70 anni
  • Si manifesta in modo insidioso con dolore e progressivo deficit funzionale

Etiopatogenesi
E’ espressione di una instabilità articolare dovuta a diverse cause:

  • Teoria morfologica
  • Teoria ligamentosa
  • Teoria primitiva
  • Teoria funzionale (over use): la più accreditata, infatti l’articolazione TM è coinvolta in oltre il 50% delle azioni della mano con una trasmissione delle forze moltiplicate di oltre 10 volte

Sintomi

  • Tumefazione della base del 1° metacarpo
  • Dolore alla base del pollice che si esacerba nei movimenti attivi e passivi
  • Progressivo deficit funzionale
  • Grind Test o test di compressione assiale, positivo
  • Può non esserci corrispondenza tra quadro radiografico e sintomatologia

Evoluzione

  • Progressivo peggioramento dell’artrosi e della limitazione funzionale dell’articolazione TM
  • Iperestensione compensatoria della articolazione metacarpo-falangea e flessione della interfalangea
  • Severa contrattura in adduzione del 1° raggio con retrazione della prima commissura
  • Subanchilosi o anchilosi con attenuazione dei dolori

Diagnosi clinica e radiografica
Classificazione di Eaton in quattro stadi preceduti da una fase di instabilità senza artrosi

  • 1° Stadio: La sublussazione della TM è inferiore ad 1/3. Distensione capsulare per sinovite. Minima sclerosi. Appuntimenti osteofitosici
  • 2° Stadio: Sublussazione sino ad un terzo. La capsula inizia ad essere lassa. Osteofiti e calcificazioni inferiori a 2 mm. Aumenta il dolore e la limitazione funzionale.
  • 3° Stadio: Sublussazione superiore ad un terzo.
  • Lo spazio articolare è notevolmente ridotto. Sclerosi evidente. Osteofitosi maggiore di 2 mm. Aumenta il dolore e la rigidità.
  • 4° Stadio: Grave artrosi, anche peritrapeziale, con osteofiti giganti o erosioni periarticolari. Grave restringimento della rima articolare con evidente deformità. Frequenti alterazioni anatomiche della MF e IF.

               

Trattamento conservativo

  • Cambiamento della abituale gestualità
  • Tutorizzazione
  • Terapia fisica (ionoforesi, laser, onde d’urto)
  • Terapia medica antiinfiammatoria topica e/o sistemica
  • Terapia infiltrativa

Trattamento chirurgico
Molteplici interventi in relazione alla sintomatologia, allo stadio della malattia ed alle esigenze del paziente:

  • Sezione percutanea del fascio muscolare dell’abduttore lungo del pollice
  • Osteotomia di Wilson
  • Tecniche di stabilizzazione teno-capsulo-ligamentoso
  • Interventi di stabilizzazione intermetacarpale (varie tecniche)
  • Pseudoartrodesi
  • Artrodesi trapezio metacarpale (fili, cambre, placche)
  • Tecniche di resezione parziale del trapezio ed interposizione con impianti o tessuto biologico
  • Resezione totale del trapezio con o senza interposizione
  • Artroplastica in sospensione con resezione totale del trapezio (moltissime tecniche che utilizzano l’abduttore lungo o il flessore radiale del carpo o l’estensore radiale lungo )
  • Artroplastiche protesiche: endoprotesi ed artroprotesi
  • Interventi aggiuntivi per il trattamento dell’iperestensione della MF e della retrazione della 1° commissura

Artroplastica in sospensione secondo Welby-Ceruso

Consiste nell’asportazione del trapezio e nella “sospensione” del 1° metacarpo su una bandelletta ricavata dal tendine Abduttore Lungo del Pollice (ALP), che viene introdotta nello spazio residuo alla resezione del trapezio, fatta passare attorno al Flessore Radiale del Carpo (FRC) ed opportunamente tensionata.

Vantaggi e Svantaggi

  • Intervento affidabile anche nei casi gravi e negli insuccessi delle altre tecniche
  • Ottimo recupero dell’articolarità e buono della forza
  • Comporta l’asportazione del trapezio e di parte dell’ALP
  • Intervento di non ritorno, che pare eccessivo in fase di malattia precoce o giovane età
  • Possibile prossimalizzazione del 1° metacarpo

Tutte le fasi dell'intervento di Artroplastica:

          

          

          

Endoprotesi in Pirocarbonio Nu-grip

  • Unica componente che presenta uno stelo anatomico che si impianta a press-fit nel metacarpo ed una testa che viene alloggiata in una nicchia a scodella ricavata nel trapezio.
  • Viene prodotta da una base di grafite, opportunamente sagomata con una torniatura di precisione, rivestita in pirocarbonio, o carbonio pirolitico, che viene ottenuto da un idrocarburo gassoso (metano o propano), mediante un procedimento di scissione ad alta temperatura (1300°) che utilizza un reattore atomico.

Vantaggi e Svantaggi

  • Possibile maggior rigidità rispetto alle tecniche di artroplastica
  • Recupero più lento con sintomatologia dolorosa più prolungata
  • Intervento molto conservativo: comporta una minima resezione della base del metacarpo (3-5 mm)
  • Possibilità di altri interventi in caso di insuccesso
  • Indicato in casi precoci di malattia e pazienti più giovani
  • Il pirocarbonio è un materiale che presenta alta resistenza alla fatica, resistenza eccezionale all’usura, altissima biocompatibilità ed un modulo di elasticità simili all’osso corticale

Controindicazioni

  • Ipoplasia o dismorfismo del trapezio
  • Scarsa qualità dell’osso (osteoporosi, artrite reumatoide, etc.)
  • Presenza di artrosi scafo-trapezio-trapezoide
  • Eccessiva rigidità in adduzione del pollice

Tutte le fasi dell'intervento di Endoprotesi:

          

          

          

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.